Sostenere la genitorialità.

Un progetto per la presa in carico della famiglia nel suo contesto globale.

Giovedì 6 maggio 2010 si è tenuto l’incontro di presentazione del progetto Sostenere la Genitorialita’ promosso dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, nell’ambito delle progettualità specifiche, e sviluppato in rete con Ass. La Casa di Emma, NATUR&Onlus, Caritas – Novo Millennio, Ass. CE.A.F., Coop. Soc. Fraternità Capitanio, Coop. Soc. Spazio Giovani.

Durante l’incontro i protagonisti del progetto hanno illustrato le tappe del percorso attuato, con particolare riferimento alle modalità di lavoro ed ai risultati ottenuti da dai tre tavoli costituiti sui temi dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia.

Dopo una breve introduzione del moderatore Danilo Rigamonti, psichiatra ospedaliero, Marta Petenzi, Segretario Generale della Fondazione, ha illustrato brevemente la genesi del progetto: “Il progetto “Sostenere la Genitorialità” ha rappresentato per la Fondazione della Comunità di Monza e Brianza una prima esperienza di promozione ed attivazione di progettualità innovative, che ha permesso la creazione di una rete tra diverse realtà del privato sociale che si occupano di problematiche familiari, tematica ritenuta prioritaria.

E’ stata una sfida, con lo sviluppo di una nuova modalità di intervento, che ha visto l’individuazione di criticità presenti nel territorio e la definizione di linee guida di azione, condivise tra i soggetti di terzo settore coinvolti.” Ed ha proseguito: “E’ importante sottolineare un ulteriore elemento chiave, ovvero la strutturazione di un progetto in grado di aggregare nel territorio ulteriori soggetti, valorizzando un processo ed una dinamica relazionale ed attivando un cambiamento che potrebbe proseguire e consolidarsi anche al di là del tempo di realizzazione della sperimentazione, favorendo interessanti ricadute nel territorio”.

Giuseppe Scaratti, Professore ordinario di Psicologia delle relazioni, lavoro e organizzazione, Facoltà di Economia Università Cattolica di Milano, ha sintetizzato gli aspetti metodologici: “Il progetto promosso dalla Fondazione ha centrato l’obiettivo di creare una rete tra le diverse realtà del privato sociale che si occupano di problematiche familiari in un’ottica preventiva.

Il tavolo di lavoro ha prioritariamente definito la mappatura dei problemi emergenti nelle diverse realtà territoriali attraverso un confronto di esperienze e conoscenze. Sono state individuate tre tematiche riconosciute rilevanti e prioritarie ed è stato avviato un processo di coinvolgimento e di azione formativa rivolto a soggetti ed interlocutori sociali (genitori, operatori, figure professionali, stakeholders,…), con l’intento di sviluppare percorsi di ascolto e dialogo finalizzati a facilitare la diffusione di pratiche sociali ed educative promettenti di integrazione e raccordo sul territorio.

La peculiarità del lavoro è stata la condivisione di un’azione comune, accompagnata dal supporto di un consulente esterno, condotta dagli enti partner del progetto, che hanno concordato modalità di impostazione e gestione delle situazioni formative proposte.

Il progetto ha visto quindi la creazione di 3 tavoli indirizzati all’infanzia, all’adolescenza ed alle famiglie, condotti dai sei soggetti partners: Ass. La Casa di Emma Onlus (Carate Brianza), Ass. N.A.T.U.R.& Onlus (Seveso), Caritas Decanale (Monza), Consultorio Familiare CEAF (Vimercate), Coop. Soc. Fraternità Capitanio Onlus (Monza), Coop. Soc. Spazio Giovani Onlus (Monza).

Sono poi intervenuti i rappresentanti dei tre tavoli avviati dal progetto sulle tematiche specifiche dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia.

Margherita Galliani, Presidente dell’Associazione La Casa di Emma, ha illustrato il lavoro del tavolo “Interventi educativi nella scuola dell’infanzia e primaria” ,svolto in collaborazione con l’Associazione CEAF, portando esempi concreti attraverso la testimonianza di due insegnanti che hanno partecipato al percorso. Il tema scelto è stato la questione educativa in ambito scolastico, in particolar modo rispetto a bambini e bambine in difficoltà nello “stare a scuola”, “bambini difficili”, con la finalità di sottolineare l’importanza di un ruolo educativo “sociale”.

Matteo Colombo, referente del tavolo “Sostenere la genitorialità quando i figli e le figlie diventano adolescenti” ha presentato quanto svolto dall’Associazione NATUR&-Onlus e dalla Cooperativa Sociale Fraternità Capitanio con la testimonianza di una volontaria del Centro di Ascolto della Caritas di Cesano Maderno. Obiettivo centrale di questo percorso è stato quello di individuare – con l’aiuto di formatrici esperte – ma soprattutto attraverso lo scambio e la condivisione tra i partecipanti, un ponte tra l’osservazione del bisogno, lo stimolo di una domanda di aiuto e la rete formale dei servizi che potrebbe fornire risposte ma alla quale spesso genitori e figli autonomamente non riescono ad accedere.

Lorenza Zardoni, rappresentante del tavolo “Sostenere la genitorialità attraverso la formazione di genitori e gruppi di famiglie”, a cura della Cooperativa Sociale Spazio Giovani e Caritas – Novo Millennio, ha evidenziato l’importanza della costruzione di relazioni tra le famiglie attraverso sette incontri con un gruppo di genitori che, a partire dallo sforzo di darsi una definizione comune di famiglia hanno ragionato sul come ridare valore al “vincolo familiare”, sul capire se è possibile intendere la genitorialità in modo diverso dal consueto, in senso non solo privato ma sociale.

Al termine dell’incontro si è aperto un dibattito tra i partecipanti ed il pubblico, con un particolare riferimenti ai possibili sviluppi futuri.

Brochure “Sostenere la Genitorialità