FuoriCorso e “Il malato immaginario”: a maggio in scena il progetto culturale di Teatro Pedonale


"FuoriCorso" è il progetto di formazione e creazione teatrale di Teatro Pedonale rivolto agli artisti ai cretivi under 30. Nato dall'esperienza di autoproduzione cominciata con lo studio su Amleto di William Shakespeare, "FuoriCorso" si propone come un'occasione per aspiranti attori, scenografi e organizzatori di sperimentarsi sul campo attraverso la realizzazione di una produzione incubata da Teatro Pedonale.

Una condivisione di esperienze, background e visioni artistiche differenti, che concorrono allo scopo comune di sperimentarsi nel linguaggio teatrale. Il progetto si compone di tre fasi: progettazione, produzione e distribuzione, ciascuna delle quali sarà seguita interamente dagli artisti selezionati tramite il laboratorio. Nel 2018 "FuoriCorso" ha vinto il Bando Cultura 2019 della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, con il cui sostegno completa lo studio su "Il malato immaginario", attraverso laboratori e incontri nelle case di cura della provincia brianzola.

L'appuntamento è doppio: alle 21 di venerdì 10 e di sabato 11 maggio negli spazi di Teatro Pedonali, in via Mazzini 51 ad Agrate Brianza. Posti limitati, per info e prenotazioni: fuoricorsoteatro@gmail.com.

L'opera
Immaginate di affacciarvi su una stanza molto stretta, come una corsia d'ospedale, in cui il tempo sembra essersi fermato. Nella stanza c'è un uomo in sedia a rotelle, che passa le sue giornate a grugnire nomi di farmaci e malattie. Si chiama Argàn. Tutta la sua vita si concentra qui, in questo interstizio tra una porta e l'altra. E qui Argàn riceve le sue visite. Sua figlia Angelica, la moglie Belina, la serva Antonia, la serva Antonia, gli squadroni di medici e notai. Gli propongono cure, purghe, clisteri, investimenti, matrimoni. Ma Argàn ha orecchie solo per una cosa: la sua malattia. Per questo si è deciso a sposare Angelica contro la sua volontà: per assicurarsi di avere un genero come medico. Un amore ostacolato e un matrimonio forzato diventano nelle mani di Molière un materiale incandescente. Eppure, sotto le vesti farsesche, c'è dell'altro: le ombre che si allungavano su Molière negli ultimi anni della sua vita. La malattia, la solitudine, l'infelicità, l'incomunicabilità, l'ipocrisia nei rapporti.

Lo spettacolo
Benvenuti ne "La Maison d'Argàn". Niente palco, niente quinte, niente sipario. Il pubblico entra e si siede a un lato, o all'altro, della stanza, tra le due porte – facendo attenzione a non finire tra i raggi delle ruote di Argàn. Attori e spettatori condividono lo stesso spazio. Questo fa sì che lo spettacolo sia adattabile a qualsiasi situazione. Si tratta di una riscrittura dell'originale di Molière, secondo lo stile di FuoriCorso. Le parole e le situazioni del passato si fondono con il linguaggio contemporaneo e con l'estetica cromaticamente aggressiva di questa farsa: non c'è limite a quello che può entrare nella maison, in questo limbo tra la vita e la morte, tra la farsa e la tragedia.  

“Gli uomini, tutti quanti, muoiono più per le cure che per le malattie”
Il 10 febbraio 1673, al Palais Royal di Parigi, andava in scena Le Malade Immaginarie, di Jean-Baptiste de Poquelin, meglio noto come Molière. Quattro giorni dopo, tra i colpi di tosse, Molière lasciava per sempre le scene nei panni Argàn. Enfisema polmonare letale, diranno i medici (quelli veri). Un finale scioccante per una farsa nata con il solo scopo di intrattenere la corte e il pubblico parigino.
Il Malato Immaginario è un grande meccanismo comico, dove Molière aveva concentrato tutto quello che gli riusciva bene, ovvero far ridere, dando vita ad una farsa con un ritmo unico, dove personaggi sempre più grotteschi si materializzano sulla soglia di casa Argàn, proclamandosi medici, notai e farmacisti, tutti con una cura, tutti con una soluzione ai problemi dell’illustre malato. Eppure, nascosto tra gli ingranaggi di questa macchina da intrattenimento, si nascondo qualcosa di molto oscuro. Le ombre che si allungavano sulla vita di Molière sembrano materializzarsi in questa commedia come spettri, come battute stonate rispetto al divertimento generale.
Viene da chiedersi allora: il Malato Immaginario è una farsa ben scritta o uno scandaglio negli abissi umani?
Lo spettacolo si propone come un'esplorazione dentro le viscere del testo (e di Argàn), muovendosi tra residui farseschi e microcosmi familiari, cercando di illuminare la domanda alla base dell'opera: vivere significa essere malati?

TeatroPedonale
L’associazione culturale Teatro Pedonale nasce nel 2015 dall’ evoluzione di 19&venti nel settembre del 2015. Si propone come realtà formativa, culturale e artistica unica nella città di Agrate Brianza, con sede operativa in Via Mazzini 54. In questi anni di attività l’associazione è cresciuta e coinvolge un’ utenza comprensiva di tutte le fasce d’età nella provincia brianzola e milanese. I soci fondatori e tutti i collaboratori dell’associazione sono accumunati dalla passione per l’arte teatrale: il teatro per noi è il luogo dell’avvenimento, lo spazio in cui indagare la propria umanità, creare relazioni profonde e imparare uno sguardo nuovo sulla realtà quotidiana. L'obiettivo è quello di poter essere luogo di ricerca, scoperta e divertimento a tutti i livelli: per questo proponiamo spettacoli, corsi e progetti professionali, ma senza dimenticare le realtà più radicate sul territorio, più piccole e amatoriali. Siamo sempre in cammino verso un linguaggio creativo nuovo e comune a diverse espressioni artistiche quali musica, regia, improvvisazione e recitazione promuovendo e diffondendo attività artistiche e culturali tramite iniziative di valorizzazione territoriale, ambientale e sociale, interventi di teatro sociale in enti pubblici e privati, realizzazione di seminari, corsi, stage, laboratori nonché di manifestazioni ed eventi teatrali, musicali, artistici, performativi.