La spensieratezza di “Dammi una mano”: a Besana il progetto per minori in difficoltà

Riannodare fili di un’infanzia interrotta e regalare momenti di spensieratezza a venti minori: per questo sono state organizzate gite a Milano, spettacoli di burattini e danza, domeniche in piscina, pic nic e momenti dedicati allo svolgimento di attività sportive.

Il progetto “Dammi la mano” è stato sostenuto dal bando 2017.4 promosso dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus e dedicato al “Contrasto alla fragilità e alla marginalità socio-economica”. Si è concentrato sull’offerta di un aiuto specifico a sette nuclei familiari con minori fino a 14 anni: ogni famiglia è stata affiancata da un tutor. Promotore del progetto la parrocchia SS Pietro Marcellino Erasmo di Besana Brianza che, con la collaborazione dei servizi sociali del comune, ha individuato le famiglie in difficoltà, a cui sono stati offerti sostegni economici. I minori sono stati coinvolti in numerose attività, grazie alla partnership della Casa di Emma di Carate Brianza e all’impegno dei volontari Caritas. 

Diversi step hanno accompagnato la realizzazione del progetto: intanto, una raccolta fondi che ha coinvolto, con grande partecipazione, i besanesi. Dopo una fase di studio e di analisi del contesto, le attività hanno preso il via nel gennaio del 2018 e si sono concluse a un anno di distanza, nel gennaio 2019.

«A conclusione del progetto – hanno spiegato i suoi promotori – il bilancio non può che considerarsi estremamente positivo: l’esperienza dei tutor con i bambini ha arricchito davvero tutti. Da parte dei volontari l’impegno profuso è stato ampiamente ripagato dai progressi dei bambini e dall’entusiasmo con cui hanno vissuto le diverse esperienze proposte. Oltretutto, l’esperienza di tutoraggio ha rafforzato l’affiatamento dei volontari dell’equipe».

La soddisfazione più grande, però, ha riguardato i progressi  realizzati dai bambini: «Tutti loro – hanno proseguito – avevano bisogno di stimoli, perché la loro vita sociale ed esperienziale era piuttosto limitata. L’apertura di nuovi orizzonti ha arricchito il loro bagaglio emotivo e cognitivo» Alle iniziative realizzate presso La Casa di Emma sono state affiancate attività sportive, come la pallavolo, presso oratori e centri sportivi. Non sono mancate gite che hanno previsto il raggiungimento di mete interesse paesaggistico e artistico, la partecipazione a spettacoli, alla proiezione di film e la partecipazione laboratori, organizzate in relazione a alle singole problematiche presenti all’interno delle famiglie.