Musica, danza e teatro: culture in movimento alla Casa di Emma Onlus

Intrecci: culture in movimento tra musica, danza e teatro
Call per workshop di interscambio culturale per giovani tra i 18 e i 28 anni

È aperta fino al 19 maggio la call per partecipare al progetto di interscambio culturale che offre a giovani tra i 18 e i 28 anni l’occasione di vivere un’esperienza di incontro, scambio e studio in ambito artistico. I giovani selezionati parteciperanno a un workshop di formazione di sedici ore presso la Casa di Emma onlus: appuntamento sabato 25 maggio e sabato 1 giugno dalle 10 alle 13 e poi sono in calendario altre dieci ore distribuite sul weekend del 15 e 16 giugno nell’ambito della seconda edizione del Festival di Arte Inclusiva Uacciulove.

L’obiettivo è stimolare la scoperta, il confronto e la conoscenza, creare un’apertura sociale all’interno della comunità e favorire l’interscambio culturale e il dialogo artistico tra nuove generazioni e culture differenti.

Il workshop è condotto dalla compagnia NudoeCrudoTeatro in collaborazione con artisti del gruppo senegalese CasadiMansa sul tema "Il ritmo del mito: laboratorio di ricerca intorno alle origini del narrare nelle culture europee e africane". 

Come partecipare
Per presentare la propria candidatura entro il 19 maggio 2019 è necessario inviare una mail a uacciulove@gmail.com con i propri dati anagrafici e una semplice lettera motivazionale con indicazione delle principali esperienze in campo artistico e performativo (teatro, danza, musica). L’esito della selezione sarà comunicato tramite mail il 22 maggio 2019.

Il Festival Uacciulove è finanziato dalla Fondazione Monza e Brianza ed è organizzato a cura della direzione artistica (Cinzia Galliani, Rosa Lanzaro, Eleonora Parrello) in collaborazione con NudoeCrudoTeatro, il gruppo senegalese CasadiMansa e altri artisti ospiti senegalesi. 

Nel ritmo del mito
Laboratorio di ricerca intorno alle origini del narrare a cura di Franz Casanova/Nudoecrudo teatro con la partecipazione di artisti senegalesi.

In principio era il ritmo. In principio era il mito. In principio era il rito. Danza, musica, poesia, narrazione, teatro nascono dalla medesima pulsazione ancestrale. Da un metro primordiale che si fa carne e parola, che risuona nelle voci, riverbera nei corpi, comunicandosi al mondo. Da un movimento di andata e ritorno che ricorda, rimembra, rammenta (e rammenda) la vita, creando l’illusione di una battuta di arresto del tempo, di un’isola di eternità. Anche se, nel panorama della cultura europea, occidentale, queste discipline, separate alla nascita, hanno intrapreso strade autonome, compiuto millenarie, tortuose odissee solitarie, vissuto eroiche avventure e portato a termine mirabili imprese, in fondo al cuore covano sempre il desiderio di tornare a casa, di ritrovarsi, di raccontarsi attorno allo stesso fuoco, sciogliendosi in un’opera totale, riducendo la distanza con il quotidiano. In questo senso, il confronto con culture profondamente altre, come quella africana tramandata dai “griot”, che vivono in misura molto minore la separazione tra le arti e tra l’arte e la vita, può risultare illuminante per rintracciare il nucleo essenziale che è all’origine delle storie, del teatro, della creazione artistica.