Il lavoro, tornare a credere in se stessi

Spesso la condizione di povertà di coloro che chiedono aiuto è legata alla mancanza di un lavoro e quindi di un reddito sufficiente per acquistare cibo, vestiti, medicinali e pagare bollette e affitto. Per questo uno degli ambiti di intervento che contribuisce a contrastare la povertà è quello dell’inserimento lavorativo. Si tratta di un supporto per migliorare le proprie competenze e il proprio curriculum, per fare esperienze, per cercare offerte adatte alla propria situazione, per impegnarsi, dimostrare il proprio valore e raggiungere così un lavoro stabile. Per chi, per vari motivi, ha forti difficoltà nel trovare un impiego, fare una prima esperienza significa tornare a credere in se stessi e nella possibilità di mantenersi e uscire dalla necessità di assistenza continua.

Il supporto della Fondazione a progetti di questo tipo è testimoniato da due esperienze, una conclusa e una ancora in corso, che vogliamo farvi conoscere in occasione di questa giornata contro la povertà.

CONSORZIO CS&L, Cavenago di Brianza – progetto FULL MONTY

“Il tirocinio formativo è un’opportunità, non la soluzione, però garantisce alla persona di sentirsi responsabile e utile, oltre a offrire formazione e possibilità di valutazione delle competenze.”

Il Progetto Full Monty che il Consorzio CS&L di Cavenago sta portando avanti si rivolge a persone disoccupate e in difficoltà a causa di una situazione di disagio socio-economico, “prevalentemente si tratta di persone con nuclei familiari problematici, per le quali l’assenza di lavoro determina l’impossibilità di garantire il soddisfacimento dei bisogni primari”. La mancanza di un impiego è una delle problematiche maggiormente riscontrate sul territorio, che spesso si accompagna ad altre difficoltà e contribuisce ad aggravare la situazione di molte famiglie.

L’intervento dei professionisti del Consorzio vuole quindi contrastare la disoccupazione e il conseguente stato di indigenza di chi chiede aiuto, facendo emergere le loro potenzialità, individuando un progetto pensato a partire dai bisogni e dalle capacità specifiche di ognuno. Come collegamento con il mondo del lavoro vengono proposti tirocini, durante i quali accrescere le proprie competenze e sperimentare la possibilità reale di inserirsi in un contesto aziendale. Un tutor seguirà personalmente i tirocinanti in questo momento, per far emergere e discutere delle eventuali difficoltà incontrate.

RE TECH LIFE, Usmate Velate – progetto OBIETTIVO QUALIFICA

“Nella cooperativa il percorso lavorativo diventa sia l’occasione di sperimentarsi, strutturarsi e riqualificarsi professionalmente recuperando una piena e matura dimensione sociale, ma anche di partecipare ad un progetto sociale e ambientale unico”

Re Tech Life è una cooperativa che si occupa di reperire, smontare e riutilizzare materiali elettronici e che offre corsi di formazione e posizioni lavorative a persone svantaggiate che faticano a trovare un impiego in altre realtà. Il progetto “obiettivo qualifica”, conclusosi lo scorso anno, ha dato la possibilità a 4 persone, ex detenuti, di seguire un percorso formativo completo e professionalizzante e di mettere in pratica quanto imparato all’interno dell’azienda con primi contratti di lavoro.

Chi ha commesso reati porta sulle spalle il peso di questo passato e, nonostante la buona volontà, si deve scontrare con una diffidenza piuttosto diffusa. Se a questo si aggiunge la mancanza di esperienza, di formazione e di risorse economiche, le possibilità di trovare un lavoro in un contesto già difficile diventano minime. Re Tech Life risponde quindi a questo bisogno nella convinzione che il lavoro possa offrire un reddito onesto per il proprio mantenimento e evitare lo scivolamento in situazioni di povertà o di criminalità. Nell’ambito di questo progetto due delle persone inserite hanno poi proseguito il rapporto di lavoro con Re Tech Life, aggiungendo oltre alla riqualifica professionale una possibilità concreta di impiego.