Tutti giù per terra – Accolti e Raccolti. Al via un nuovo orto e vigneto solidale a Monza

“Tutti giù per terra – Accolti e Raccolti”: si sono avviati i lavori relativi all’orto e al primo vigneto solidale in città; un progetto di valorizzazione del territorio monzese nel quartiere Libertà con una rilevante opera di coesione ed inclusione sociale. 

Il progetto si sta realizzando sul terreno di proprietà della Fondazione Tavecchio in via Papini, grazie al contributo di Regione Lombardia, del Bilancio Partecipativo del Comune di Monza, del Bando Volontariato 2018, della Fondazione Cariplo, della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza,  e di Freedom Up – Quartiere Libertà in Transizione.

E’ promosso dalla Fondazione Alessio Tavecchio, dal CSV Monza Lecco Sondrio e dal  Desbri quali primi attori dell’idea progettuale a cui poi si sono aggiunti la Fondazione Acra, la Scuola di Agraria del Parco di Monza, il Consorzio Comunità Brianza, Manitese –un impegno di giustizia, l’Arte di Amarsi, Socialtime onlus, l’Associazione Paraplegici Lombardia Onlus, IL Salto Asd in collaborazione con Il gruppo Meregalli, Brianza Acque, Enerxenia, Acsm Agam, L’Erba Voglio e Leroy Merlin. MediaPartner: Il Cittadimo ed MW Radio.

L'iniziativa promuove il rafforzamento delle pratiche di agricoltura sociale per l’inclusione di soggetti svantaggiati e per l’accrescimento della resilienza della comunità locale e può avere un ruolo chiave diventando modello replicabile di tecniche di agroecologia in una logica di valorizzazione di un’enclave naturale in un insediamento urbano con obiettivi:

  • sociali e comunitari, volti ad assicurare lavoro a un coordinatore tecnico e a persone disabili o svantaggiate
  • ecologici per mantenere la biodiversità in un ambiente artificiale cittadino
  • produttivi per assicurare alimenti sani a km zero

Grazie al contributo dei cittadini stessi e con la collaborazione di altri enti del terzo settore e istituzioni si individueranno le necessità reali e si realizzeranno proposte concrete e condivise per soddisfarle sia in termini ambientali (recupero aree dismesse), sia in termini sociali ed economici (sbocchi formativi, lavorativi per l’inserimento nel contesto sociale di persone svantaggiate).